Organi e commissioni

Quadriennale di Roma 

Presidente: Umberto Croppi

Presidente onorario: Franco Bernabè

Direttore generale: Ilaria Della Torre

Direttore artistico: Sarah Cosulich

Azienda Speciale Palaexpo

Presidente: Cesare Maria Pietroiusti

Vicepresidente: Clara Tosi Pamphili

Direttore generale: Fabio Merosi

Direttore operativo e Risorse umane: Daniela Picconi

 

Mostra a cura di Sarah Cosulich Stefano Collicelli Cagol

Assistenti curatori: Michele Bertolino, Matteo Binci

Progetto di allestimento: Alessandro Bava

Progetto speciale Storytelling: Luca Scarlini

Ufficio mostre: Federica Guida, Flaminia Bonino con Elena Suriani, Marco Sperati, Sara Esposito

Descrizione

La Quadriennale d'arte 2020, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, rinnova il suo formato e da rassegna sull'arte italiana diventa una vera e propria mostra curata. Con un preciso taglio critico, quarantatré artisti sono stati invitati a presentare nuove o poco battute linee di ricerca. Frutto di più di due anni di studio, incontri, visioni di portfoli, studio visit, ricognizioni di mostre e musei, indagini sull'archivio e la storia dell'Istituzione, la mostra propone un percorso intergenerazionale e multidisciplinare innovativo attraverso una rilettura dell'arte italiana dagli anni Sessanta a oggi volta a rendere più complesse le narrazioni canoniche su quanto prodotto negli ultimi sessant'anni.

Artisti che si sono confrontati con diversi campi disciplinari quali danza, musica, teatro, film, moda, architettura e design sono stati spesso trascurati o non inseriti all'interno della storia dell'arte italiana. La mostra riconosce il loro contributo e recepisce l'interesse delle generazioni di artisti più giovani nel volersi confrontare con immaginari più ampi rispetto a quelli designati tradizionalmente dal sistema dell'arte. Linee di ricerca talvolta discontinue o riemerse a distanza di anni anche in modo inconsapevole e che arricchiscono la narrazione dell'arte del passato e fortificano la lettura di quella prodotta nel presente. La mostra diventa un'occasione unica per confrontarsi con gli immaginari di ciascun artista in maniera approfondita.

Il titolo FUORI! un invito a sporgersi, ad assumere una posizione eccentrica, fuori dal centro, e una postura inclinata, di mutua relazione con l'altro da sé. FUORI risponde alla necessità primaria di uscire dalle restrizioni fisiche e metaforiche imposte a tutti nei primi mesi del 2020. FUORI! è stato il nome della prima associazione per i diritti degli omosessuali, formatasi agli inizi degli anni Settanta e che con i gruppi femministi e transessuali ha portato avanti in Italia le rivendicazioni di diritti per una società più equa.

Tra il 2018 e il 2020, la missione statutaria della Quadriennale di Roma di mappare la situazione artistica del nostro Paese, fuori e dentro i confini nazionali, è stata realizzata grazie ai progetti Q-International (un sostegno agli artisti italiani che espongono all'estero) e Q-Rated (dedicato alla formazione di giovani artisti e curatori tra i 23 e i 35 anni). L'attività di promozione e scouting è stata affiancata da uno scavo profondo sulla storia dell'Istituzione, attraverso lo studio del suo archivio e del contesto storico in cui essa è nata alla fine degli anni Venti: la città di Roma, Il Palazzo dell'Esposizioni hanno fornito il punto di partenza per il progetto espositivo. L'archivio e il palazzo, veri e propri palinsesti delle storie espositive italiane, hanno permesso di elaborare una struttura che restituisse al pubblico la complessità della missione di un'istituzione dedicata all'arte nel XXI secolo.

Un allestimento ad hoc, pensato dall'architetto Alessandro Bava, ha articolato gli spazi della sede espositiva in modo da renderli una presenza più sfumata, esaltando al massimo il potere iconico delle opere. Il cantastorie e scrittore Luca Scarlini ha narrato in una serie di video tra le sale della mostra le storie emerse dall'archivio della Quadriennale, intrecciandole con le opere esposte. Una mostra nata da una conoscenza 'situata', ispirata dunque dal contesto istituzionale e geografico in cui si trova, la Quadriennale d'arte 2020 ha preso forma attraverso tre linee tematiche chiave per capire il mondo contemporaneo e riflettere sull'arte: il palazzo, il desiderio e l'incommensurabile.

Il palazzo

La metafora del palazzo è ispirata dallo stesso Palazzo delle Esposizioni, sede delle Quadriennali d'arte sin dalla prima edizione (1931). La storia delle mostre succedutesi in questa sede prestigiosa rivela un palinsesto di allestimenti che ha segnato alcuni momenti chiave del Paese e della sua storia artistica. Negli anni Settanta, con Pier Paolo Pasolini, il 'palazzo' è diventato poi metafora della politica e della sua classe dirigente. Inoltre, come ogni centro storico italiano testimonia, è nei palazzi che il mecenatismo ha commissionato e accumulato capolavori artistici. Da ultimo, il palazzo è il luogo delle feste, che da sempre hanno contribuito a sovvertire le narrazioni e l'ordinamento sociale. Tutte queste accezioni hanno mobilitato riflessioni sul display, sulla scelta dei temi emersi dai materiali d'archivio, fino alle opere di alcuni artisti invitati.

Il desiderio

Parafrasando il titolo di un saggio di Filiberto Menna, La linea analitica dell'arte moderna, si può sostenere che la linea del desiderio nell'arte contemporanea italiana è stata a lungo ignorata. Questa spinta verso l'espressione del proprio desiderio erotico è a viverlo o a rappresentarlo attraverso le proprie opere è invece uno dei principali elementi che contraddistinguono il lavoro di molti artisti. Analizzare le forme del desiderio significa confrontarsi con immaginari e campi di azione spesso ignorati dai critici e dagli storici dell'arte. Gli immaginari femminili, femministi e queer, in particolare, sono stati tra i più ignorati e mancati, anche dal mercato e dalle istituzioni. Il desiderio come ossessione focalizzata, nel caso dell'artista, alla necessità del 'fare', indipendentemente dal successo o dal riconoscimento che possa derivarne dal sistema artistico, è un'altra delle possibili tracce cui guarda questa linea di ricerca.

L'incommensurabile

La terza linea di ricerca si confronta con la messa al mondo di immaginari nuovi da parte di artisti che vogliono spingere chi fa esperienza dell'opera d'arte a immergersi in dimensioni parallele, dove si sovvertono logiche standardizzate e misurabili. La mostra diventa occasione per creare una tensione tra ciò che si vede, si sente e si prova e la possibilità di darne spiegazione a parole. L'incontro con l'arte è un evento inspiegabile, non riducibile a un aneddoto o a un evento storico narrabile, la parola manca ma i sensi consentono di capire e sentire quanto un'opera sta indicando. L'incommensurabile presenta una riflessione su tutto ciò che è oltre misura, oltre il razionale e ciò che può essere invece ridotto a parole.

Cataloghi

Artisti partecipanti

Unità archivistiche

Fotografie

Video