Capogrossi, Giuseppe
ROMA, 07/03/1900 - ROMA, 09/10/1972

Biografia

Laureato in Giurisprudenza, si è sempre dedicato alla pittura. Nel 1923 inizia a frequentare la Libera scuola di nudo di Felice Carena dove conosce Emanuele Cavalli, con cui espone per la prima volta all’Hotel Dinesen di Roma, nel 1927. Nel 1933 partecipa a una mostra alla Galleria Bonjean di Parigi, con Cagli e Cavalli: nella presentazione, il critico Waldemar George usa la definizione Ecole de Rome. È assiduamente presente alle Quadriennali romane: nel 1935 con 7 opere e nel 1939 ha una sala personale; è presente ancora nel 1943 e nel 1948 quando espone un Arlecchino con chitarra, suo tema ricorrente in quegli anni. Nel 1940 gli viene assegnato l’insegnamento di figura disegnata al liceo artistico di Roma, incarico chemanterrà fino al 1966, quando ottiene la cattedra di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Con il graduale abbandono della figurazione, dopo un breve periodo di esperienze a carattere neocubista (1947-’49), approda a un rigoroso e personale astrattismo caratterizzato dalla reiterazione di un’unica forma-segno che dal 1950 in poi lo renderà famoso in tutto il mondo. Da allora è presente in Italia e all’estero con mostre personali e collettive. Con una sala personale alla XXXI Biennale veneziana nel 1962 vince il primo premio per la pittura, ex-aequo con Ennio Morlotti. Nel 1971 partecipa alla XI Biennale di San Paolo del Brasile, dove vince il Premio “Vent’anni di Biennale” e all’Esposizione internazionale dell’incisione di Lubiana, dove ottiene il Prix d’honneur. Nello stesso anno il Ministero della Pubblica Istruzione gli conferisce la medaglia d’oro per meriti culturali.

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