Andreoni, Friedrich
PESARO, 1995
Biografia
Come velature impercettibili disseminate nello spazio, le opere di Andreoni instaurano corrispondenze ellittiche e talvolta intricate tra architettura, storia e memoria collettiva. Sono connessioni oblique che rivelano una dimensione cronologica latente; un tempo che non si dichiara apertamente sul piano della visione, eppure contribuisce a orientarne l’equilibrio complessivo. Anche laddove l’impianto formale appare scarno, ridotto all’essenziale, è spesso un dettaglio – un frammento acustico, un’allusione sfuggente – a scompaginarne la trama e a far trapelare il principio su cui si regge l’intera narrazione. Nell’evoluzione interna dell’opera, infatti, a ogni livello di lettura corrisponde un controcampo che lo completa, che ne corregge la portata o ne intacca delicatamente la coerenza. In questo senso, Andreoni si comporta come un rabdomante: cerca il suono, lo preleva, lo modella come se fosse materia plastica, fino a organizzare un’esperienza estetica totalizzante. Tale sensazione è rafforzata altresì dall’adozione di un approccio spesso site-responsive, che si alimenta degli stimoli offerti dal contesto per cercare un portale verso ulteriori piani simbolici.
Vive e lavora a Berlino.