18a Quadriennale d'arte I giovani e i maestri: La Quadriennale del 1935
11-10-2025 - 18-01-2026
Organi e commissioni
Quadriennale di Roma
Presidente: Andrea Lombardinilo
Direttore generale: Ilaria Della Torre
Azienda Speciale Palaexpo
Presidente: Marco Delogu
Vicepresidente: Ivana Della Portella
Direttore generale: Fabio Merosi
Direttore operativo e Risorse umane: Daniela Picconi
Mostra a cura di
Walter Guadagnini in collaborazione con arbiQ - Archivio Biblioteca Quadriennale di Roma
Progetto di allestimento
BRH+/Barbara Brondi & Marco Rainò
Identità visiva
Irene Bacchi, Leonardo Sonnoli con Laura Scopazzo - Studio Sonnoli
Ufficio mostre
Quadriennale di Roma
Federica Guida con Alessia Margherita Defilippi
Assistente curatoriale
Giorgia Achilarre
Azienda Speciale Palaexpo
Flaminia Bonino con Elena Suriani, Mara Nappi
Descrizione
La seconda edizione della Quadriennale non fu un’edizione qualsiasi, ma il tentativo, riuscito, di presentare al pubblico quanto di meglio offrisse l’arte italiana di quel momento e la varietà delle espressioni e delle tendenze in campo, con uno sguardo sull’intero territorio nazionale. All’interno di questa cornice è facile però riconoscere alcuni elementi caratterizzanti, quelli che si possono far risalire alla specifica volontà di Oppo, e che si è tentato di rispecchiare anche nel sintetico omaggio della mostra. Anzitutto, il confronto tra la generazione dei maestri (Severini, de Chirico, Martini, Morandi, per non citare che i più noti) e quelle più giovani; la presenza comunque considerevole dei rappresentanti della prima e soprattutto della seconda stagione futurista, che compongono anche il gruppo più incline a proporre un’arte dagli espliciti caratteri propagandistici; l’accento posto sui rappresentanti del tonalismo romano e la presenza limitata degli esponenti del movimento di “Novecento” (inviso a Oppo) da un lato e degli astrattisti, soprattutto milanesi, dall’altro, poco amati dall’establishment artistico. In ogni caso, un’edizione passata alla storia, di cui in questa mostra appare qualche riflesso, affidato a opere straordinarie, alcune delle quali praticamente inedite, che testimoniano una stagione complessa ma ricca di artisti che hanno segnato la storia dell’arte italiana del XX secolo.
I documenti scelti per raccontare la II Quadriennale d’arte provengono perlopiù dall’Archivio storico della Quadriennale, altri da istituti pubblici e da archivi privati. Nelle bacheche in mostra è stata ripercorsa ogni fase dell’organizzazione della rassegna del 1935, dal regolamento, ai verbali del Comitato organizzatore per la selezione delle opere, al riallestimento del Palazzo delle Esposizioni, fino alle inaugurazioni; e ancora, le rubriche dei premi assegnati e delle opere vendute. Al termine dell’edizione del 1935, sull’onda del positivo riscontro di pubblico e di consensi, la Quadriennale divenne, da mostra periodica, Ente pubblico. L’iter di trasformazione si sarebbe concluso con l’emanazione del Regio Decreto del 1° luglio 1937, esposto nella versione originale conservata all’Archivio Centrale dello Stato.
Intervallate a questa messe di documentazione, sono state esposte alcune lettere provenienti da archivi privati, espressione di aspettative, delusioni, contrasti, desideri di coloro che presero parte a quell’avventura.