Enzo, Chiara
VENEZIA, 27/07/1989

Biografia

Il disegno e la pittura utilizzati come strumenti epistemici: l’impiego della matita, della gouache e dell’acquerello, nell’arte di Chiara Enzo, ha l’urgenza di scandagliare i soggetti, analizzarli a fondo per restituirne una visione lenticolare. Tale sguardo, tuttavia, non ambisce a una resa univoca e letterale di quanto ritratto, al contrario rende conto della parzialità di ogni processo conoscitivo, del carattere frammentario insito nella realtà stessa. 
Il corpo, nello specifico la pelle, assume in questo contesto un ruolo essenziale in quanto spazio liminale, confine fra il sé e l’altro. I suoi dettagli, dai lividi alle pieghe determinate dalla pressione di abiti troppo aderenti, ne certificano la funzione, rafforzando tra l’altro l’analogia istituita dall’artista tra la superficie epidermica e quella pittorica: entrambe sono in effetti intese come dispositivi mediante cui fare esperienza del mondo o quantomeno entrarvi in contatto. 
La dimensione delle opere, mai superiore a quella di un volto, è anch’essa determinata dalla necessità di considerare il rapporto che le prime intessono con la corporeità dell’osservatore e con lo spazio entro cui sono poste. Il formato ridotto impone l’avvicinamento, una prossimità che genera sensazioni ambivalenti, insieme attrattive e repulsive.

Vive e lavora a Venezia.

Quadriennali

Mostre

Cataloghi

Unità archivistiche